Jacopo Scassellati

Nel segno di Ares

Nel segno di Ares. Armi di guerra, frammenti di pace

è un progetto diretto da Gabriella Gasperetti e Giuseppe Zichi.




L’uomo è capace di far emergere la sua creatività ritagliandosi “momenti di pace” anche negli eventi più tragici della sua esistenza. È questo il filo rosso che attraversa tutta la mostra e analizza le tematiche militari, politiche, economiche e civili che ruotano attorno al tema della guerra e all’uso delle armi, attraverso il filtro dell’archeologia e della storia.
La mostra è organizzata in sezioni nelle quali è possibile rintracciare, dal mondo antico fino alla Grande Guerra, un valore estetico in cimeli che dovrebbero essere espressione del “brutto” e non del “bello” in quanto strumenti di morte. Le armi, i cimeli, le fonti emerografiche, le foto, le cartoline, i documenti esposti (in gran parte inediti e reperiti soprattutto in archivi e collezioni private) permettono di interpretare la guerra attraverso una chiave di lettura orientata anche a cogliere l’aspetto artistico degli oggetti esposti. In loro vi è, seppur attraverso modalità diverse, la stessa quantità d’arte.
All’arte contemporanea il compito di mediare la sofferenza inflitta dalle armi, con le opere di un giovane artista sassarese, Jacopo Scassellati, che propone i suoi frammenti di pace nella sezione a cura di Giuseppe Zichi. Le sculture con in mano la colomba rappresentano quasi tutte figure femminili che ricordano Eirene, la dea della pace.
Le donne non hanno combattuto in trincea nella Grande Guerra: sono mogli e madri di soldati, anche se non bisogna dimenticare il loro contributo sociale in ambito letterario, all’interno delle fabbriche dove costruiscono le armi per il fronte e nei campi lasciati incolti dai mariti. Confezionano gli abiti per i “loro” soldati, assistono feriti e anche prigionieri. Insomma, combattono una guerra tutta loro. Secondo Zichi è "attraverso le opere di Scassellati che l’esposizione si allontana dalla semplice riflessione sulla storia e offre uno sguardo più complesso sull’attualità del conflitto e sulla necessità della pace, ancora oggi al centro del dibattito contemporaneo".
La mostra verrà inaugurata al Museo Sanna sabato 9 maggio, alle ore 11.00, e resterà aperta tutti i giorni dalle 9.00 alle 20.00 (lunedì escluso). E' stata promossa dal Comune di Sassari con l'Archivio storico, dal Polo museale della Sardegna con la collaborazione della Soprintendenza archeologia della Sardegna e dall’Istituto per la storia del Risorgimento. Comitato di Sassari, con il patrocinio del Comitato sardo per le celebrazioni della Grande Guerra.


Dalla rete: